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ADR -Soluzione alternativa delle dispute (A.D.R.) :: RisoluzioneConflitti.it :: Il Portale Italiano del Conflict Management - Arbitrato Controversie Conflitti Conciliazione FAQ
Categoria: Principale -> Domande Frequenti
| Risposta | | · Qual è il significato del termine ADR è l'acronimo di ALTERNATIVE DISPUTE RESOLUTION, ovvero risoluzione alternativa delle dispute.
Il termine viene usato per individuare un procedimento riservato e confidenziale in cui un terzo imparziale e neutrale ascolta le ragioni delle parti in lite e facilita la soluzione della controversia.
Le procedure di "ADR" possono essere utilizzate in una infinita varietà di situazioni di conflitto, quali, ad esempio, le vertenze tra privati, in tema di contratti e problemi commerciali in generale, nelle dispute amministrative tra organi dello stato, per i conflitti familiari e tra gruppi sociali (tra condomini, abitanti di quartieri, cittadini, ecc.). [ Torna Su ]
| | · Perché il metodo delle ADR viene definito "alternativo"? Perché è radicalmente differente rispetto a quello della giustizia ordinaria.
Il magistrato è chiamato a pronunciarsi sulle ragioni e sui torti, ed a dichiarare chi, tra i contendenti, risulti a suo parere vincitore.
Per comporre le vertenze che sorgono nella vita di tutti i giorni, spesso lo sbocco utilizzato da chi reclama la tutela dei suoi diritti è quello dell'azione giudiziaria.
Tuttavia il costo del procedimento giudiziario, il lungo tempo necessario per la pronuncia della decisione - e salve le ipotesi di impugnazioni - e lo stress naturalmente provocato dalla pendenza del giudizio, rendono conveniente senza dubbio il ricorso alle procedure alternative. [ Torna Su ]
| | · Quanti tipi di ADR esistono? La definizione di ADR include svariate forme di procedure per la risoluzione dei conflitti.
Tutte, però, si basano sulla figura del terzo imparziale e neutrale che, grazie alla sua preparazione specifica, consente alle parti di riprendere un dialogo costruttivo.
Nei paesi anglosassoni vengono usate molte procedure che si differenziano tra loro per il diverso tipo d'intervento posto in essere dal terzo imparziale.
Le procedure più diffuse sono sicuramente la mediation (in italiano mediazione, conciliazione), nella quale il terzo imparziale aiuta le parti a concepire tutti i possibili accordi, o suggerisce egli stesso le linee sulle quali posizionare intese accettabili da tutti, e l'arbitrato. [ Torna Su ]
| | · Quale è la differenza tra la mediazione e l'arbitrato? La mediazione è la procedura in cui un terzo neutrale ed imparziale (il mediatore) dirige e facilita il dialogo sino al raggiungimento dell'intesa.
Il mediatore quindi non esprime alcuna opinione, e non emette nessuna decisione in ordine all'oggetto della disputa.
Nell'arbitrato, invece, il terzo imparziale viene chiamato ad emettere una vera e propria decisione secondo diritto.
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| | · Quali sono i vantaggi delle ADR? I procedimenti di risoluzione alternativa delle controversie tendono ad essere informali, rapidi, economici, flessibili e meno traumatici della maggior parte delle procedure giudiziarie.
Coinvolgendo direttamente le parti nel raggiungimento dell'accordo più conveniente per loro stesse, le procedure di ADR producono generalmente accordi pratici e creativi, infondendo nelle parti un profondo senso di soddisfazione. [ Torna Su ]
| | · Nelle procedure di ADR come si perviene ad un accordo volontario? Il procedimento delle ADR è confidenziale, informato alla collaborazione tra le parti e sostanzialmente costruttivo.
Il terzo imparziale provoca le parti in lite a valutare le rispettive posizioni con realismo e senza pregiudiziali di principio, e facilita così il dialogo tra gli avversari assicurando che tutti i punti di vista vengano seriamente considerati.
Gli avvocati ed i loro assistiti possono così essere liberi di focalizzare la loro attenzione sulla individuazione di accordi che siano mutualmente accettabili. [ Torna Su ]
| | · E' possibile imporre la partecipazione delle parti alle procedure di ADR? Attualmente in Italia - diversamente da quanto è previsto, ad esempio, in molti stati degli U.S.A. - la partecipazione alle procedure di ADR è libera, sicché ogni parte può accettare o meno di comparire.
Sono allo studio del parlamento italiano varie ipotesi di riforma che, nel processo civile, dovrebbe istituire un vero e proprio filtro preventivo, e forse obbligatorio, di procedure conciliative.
Al momento la richiesta di avvio della procedura può essere avanzata da entrambe le parti, oppure da una parte sola.
In quest'ultimo caso il centro incaricato contatta direttamente l'altra parte illustrandole i motivi di convenienza e di utilità che suggeriscono la sua partecipazione alla procedura. [ Torna Su ]
| | · Qual è la percentuale di procedure di ADR che si concludono positivamente? Nei paesi in cui il ricorso alle procedure di ADR è di comune utilizzo, esiste un vero e proprio studio di analisi statistica dei risultati raggiunti, e la percentuale di successi è stabilmente attestata intorno all'80 - 85 % dei casi.
In Italia, nella pratica concreta e con una casistica non ancora consolidata, si registrano percentuali identiche di conclusione positiva.
Si impone però una importante riflessione.
La mediation e le altre procedure conciliative non contenziose producono effetti positivi anche quando non viene sottoscritto un accordo conclusivo, perché, pur permanendo i motivi di contrapposizione, consente sempre di chiarire o di delimitare l'oggetto della controversia, ponendo le basi per la continuazione del negoziazione tra le parti. [ Torna Su ]
| | · E' possibile pretendere il rispetto degli accordi grazie alle ADR? Il testo dell'accordo raggiunto al termine della procedura conciliativa è scritto direttamente dalle parti, sicché queste possono prevedere clausole penali o risolutive in ipotesi di inadempimento.
L'accordo finale non ha - ovviamente - efficacia del titolo esecutivo.
Alcuni studi specialistici svolti in Gran Bretagna hanno accertato un tasso di esecuzione degli obblighi assunti in procedure conciliative pari al 95 %.
Una corretta prassi conciliativa suggerisce però di inserire nell'intesa raggiunta dalle parti una ulteriore clausola di rinegoziazione dell'accordo in caso di inadempimento. [ Torna Su ]
| | · Come viene garantita l'esecuzione degli accordi raggiunti? Il terzo imparziale aiuta le parti a fissare i termini di un accordo che soddisfi i loro reciproci interessi, sicché un'intesa raggiunta su tali basi difficilmente viene violata.
La finalità ultima delle procedure di ADR è quella di generare accordi creativi ed oggettivamente utili per entrambe le parti, che perciò hanno tutto l'interesse ad eseguirli fino in fondo.
E' quindi essenziale, per la riuscita del procedimento, la preparazione specifica e l'esperienza del professionista che viene individuato come terzo imparziale. [ Torna Su ]
| | · Lo scopo delle procedure di ADR è quello di sostituire i giudici? No, le ADR non potranno mai far venire meno il diritto ad un giusto processo innanzi al magistrato.
Semmai il diritto che ognuna delle parti ha di ricorrere al processo ordinario pone le basi per un approccio più libero e disponibile alle procedure di ADR e determina maggiori possibilità di successo della fase non contenziosa. [ Torna Su ]
| | · Qual è il ruolo dell'avvocato nelle procedure di ADR? La presenza dei legali delle parti nelle procedure di ADR è importantissima.
La partecipazione degli avvocati consente al terzo imparziale di meglio comprendere gli interessi delle parti, fa sì che vengano chiarite le posizioni ed esposte tesi che siano giuridicamente corrette, ed ha infine la preziosa competenza per la stesura degli accordi finali. [ Torna Su ]
| | · L'invito a partecipare ad una procedura di ADR può essere inteso, dall'altra parte, come un gesto di debolezza? No. L'iniziativa per giungere ad un accordo basata sull'attento esame della questione è generalmente da considerare una mossa forte.
La dichiarazione di avvio della procedura di ADR lascia intendere la tranquillità di voler esporre le proprie idee, e di essere pronti a confrontarle con le posizioni altrui. [ Torna Su ]
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