
Il 2 ed il 3 aprile scorso si è tenuta a Milano, presso la
sede dell’Ordine degli Avvocati, la seconda Assemblea nazionale del
Coordinamento della Conciliazione Forense, costituitosi a Perugia nell’ottobre
del 2008.
L'organismo ha lo scopo di coinvolgere gli organismi di
conciliazione, gli ordini e le associazioni forensi che abbiano già intrapreso o
che intendano intraprendere iniziative di gestione o di promozione delle
procedure di conciliazione per uniformarne le azioni e coordinarne le iniziative
e le regole di funzionamento.
Hanno partecipato alla Assemblea milanese tutti i Soci
fondatori e, in particolare, gli Organismi di conciliazione forense di Firenze,
Milano, Monza, Nocera Inferiore e Perugia, gli Ordini degli Avvocati di Bolzano,
Latina, Pordenone, Venezia, Verona, nonché l’Unione Triveneta dei Consigli degli
Ordini degli Avvocati e l’AIGA Associazione Italiana Giovani Avvocati.
Hanno partecipato, inoltre, e sono stati ammessi in
qualità di Soci, la Camera di Conciliazione di Roma e gli Ordini degli Avvocati
di Rovereto, Spoleto, Tivoli e Trento. Hanno poi partecipato alla riunione anche
gli Ordini degli Avvocati di Ferrara, Pesaro e Varese.
La riunione milanese ha avuto quale oggetto l’elaborazione
dei primi standard comuni di organizzazione e gestione delle procedure
conciliative, la progettazione di protocolli locali per la diffusione della
conciliazione delegata dal giudice, nonché altre iniziative di divulgazione
della conciliazione in campo forense.
Tra i principali risultati conseguiti durante il consesso
milanese, in particolare, sono stati stabiliti gli standard formativi e di
aggiornamento degli avvocati che saranno chiamati ad operare come conciliatori,
nonché i limiti di anzianità di iscrizione e le possibilità per i giovani
professionisti di esercitare per gli organismi forensi. Sono stati, poi, fissati
i criteri di sospensione, dalle liste dei conciliatori, degli avvocati che
abbiano riportato sanzioni disciplinari superiori all’avvertimento ed è stata
imposta a tutti i costituendi organismi forensi la massima trasparenza
nell’assegnazione degli incarichi. E’ stato, infine, sancito che i regolamenti
debbano garantire la libertà delle parti di scegliere concordemente, ove
possibile, il proprio conciliatore all’interno delle liste di ogni organismo.
Sempre nel corso della riunione di Milano, è stata
deliberata la redazione, a cura dello stesso Coordinamento, di un vademecum per
l’istituzione la messa in opera di un Organismo di Conciliazione Forense, che
possa essere di aiuto per tutti gli ordini che volessero intraprendere
iniziative in questa direzione.
Nel merito del progetto di riforma attualmente all’esame
della Camera, il Coordinamento si è confrontato, al suo interno, sulla possibile
introduzione di nuove ipotesi di obbligatorietà del tentativo di conciliazione,
ritenendo che tale obbligatorietà possa considerarsi soltanto in determinate
materie, in via preliminarmente sperimentale e con la concessione dei tempi
necessari, non potendo comunque prescindere dall’avvio dei nuovi organismi
forensi che la legge delega intende promuovere (si allega la determinazione
completa del Coordinamento). Il Coordinamento si è impegnato, sin da oggi, a
promuovere una prossima occasione di confronto sul punto.
La prossima Assemblea del Coordinamento è stata fissata a
Firenze, per il prossimo 1° ottobre, in occasione del Forum internazionale dei
centri di mediazione promosso dall’UIA.
Nota: a cura della redazione