
E' stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 38
del 15 febbraio 2006 il decreto legislativo n. 40 del 2 febbraio 2006, che ha
apportato - tra l'altro - corpose e significative modifiche alla disciplina
dell'arbitrato.
L'intervento giunge dopo dodici anni dalla riforma del processo
arbitrale varata nel 1994 e fissa una pietra miliare nel riordino e nel
potenziamento della giustizia privata con esito aggiudicativo.
L'intento perseguito dal legislatore è stato chiaramente il recupero ed il
potenziamento di un efficace strumento di regolazione dei rapporti sociali che
in passato è stato sottovalutato e sottoutilizzato, di esaltarne l'incisività e
di armonizzarlo con l'evoluzione degli istituti omologhi ampiamente diffusi nel
panorama giuridico europeo.
La caratteristica principale dell'intervento normativo è rappresentate
innanzitutto dall'accentuazione del favore verso l'arbitrato, ed in particolare
quello cosiddetto rituale, che si conclude con una statuizione che ha
valore di sentenza tra le parti in lite. E' stata poi concessa agli arbitri la
possibilità di far ricorso all'assistenza giudiziaria nel corso dell'assunzione
dei mezzi di prova (in caso un teste si rifiuti di comparire), di nominare
consulenti tecnici e di chiedere informazioni alla Pubblica Amministrazione..
Nota: a cura del dott. Antonio Mastrangelo