
Per un’insolita coincidenza, il Senato ha approvato la
controversa riforma del processo civile all’indomani della pubblicazione dei
dati Istat relativi ai procedimenti giudiziari civili del 2007.
Ed a leggere questi ultimi si rafforza il convincimento
che – al di là della utilità o meno di alcune novità, che solo con il tempo
potranno essere valutate – il Parlamento ha perso l’ennesima occasione per
introdurre meccanismi di accelerazione dei giudizi senza compromettere il
diritto di difesa e, più in generale, l’accesso al servizio giustizia.
Infatti in luogo di un accorciamento di molti termini
difensivi (che, senza la previsione di termini perentori per i giudici, non
consentiranno nessun vero recupero di efficienza), ovvero della incostituzionale
introduzione del c.d. “filtro” per i ricorsi in Cassazione, sarebbe stato
senz’altro più aderente allo scopo di ridurre i tempi processuali un intervento
del legislatore teso ad introdurre un tentativo obbligatorio di conciliazione
endoprocessuale.
Se nel 2007 solo 111.654 giudizi pendenti dinanzi ai
giudici di pace in materia di risarcimento dei danni da circolazione stradale si
sono esauriti con sentenza su un totale di 246.685, è difficile negare che
dietro a gran parte dei procedimenti definiti con provvedimento diverso vi sia
una conciliazione tra le parti ed è altrettanto difficile negare che queste
conciliazioni sono state agevolate dagli esiti dell’attività istruttoria.
Parimenti, non è certo dipeso dal semplice caso se –
sempre nel 2007 – i tribunali hanno smaltito 843.317 processi ma di questi solo
448.529 con sentenza.
La chiarezza di questi dati avrebbe dovuto suggerire al
legislatore la adozione di meccanismi processuali che favorissero la
conciliazione nel processo. Invece nulla di tutto ciò, è questa l’amara
constatazione, è stato fatto mentre si sono addossati solo sui cittadini,
tramite i loro difensori, alquanto discutibili inasprimenti processuali, alcuni
dei quali di dubbia costituzionalità, come se lo scopo del processo non fosse
quello di rendere giustizia a chi la ha, ma di celebrarsi ed esaurirsi ad ogni
costo nel minor tempo possibile.
Nota: articolo dell'Avv. Giuseppe Sileci - tratto da MondoProfessioni.it
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Pubblicato il 31/05/2009 |